SUSSIDIO
PER I BAMBINI

IV Domenica di Quaresima

Piera Cori

 


Buon giorno ragazzi e Buona domenica!

Siamo già alla IV tappa del percorso quaresimale. Infatti le domeniche, e in particolare quelle di Quaresima, ci offrono un vero e proprio itinerario per camminare verso il Signore Risorto, verso la sua Luce.
Vediamo insieme questo percorso.
Se vi ricordate, la prima domenica di Quaresima abbiamo imparato con Gesù a dire di NO a tutte quelle vie sbagliate per restare sul sentiero che lui ci indica.
Nella seconda domenica abbiamo visto Gesù trasfigurato di luce, una luce che nasce dal suo amore verso tutti noi. Il suo volto e le sue vesti sono così luminose per mostrarci chi è Gesù e dove il cammino, con lui, ci conduce.
Nella terza domenica di quaresima, il percorso ci ha portato in Samarìa. Lì, Gesù si rivela come sorgente di acqua viva, acqua zampillante, capace di dissetare la sete di ogni cuore.
Il racconto di oggi ci mostra Gesù che guarisce un cieco nato.
La luce, lo sappiamo bene, è fondamentale per la vita, soprattutto quando si cammina, quando ci si sposta da una parte all’altra! Senza la luce siamo perduti.
Voi avete mai provato a camminare al buio? È davvero difficile perché si va a tentoni con il rischio di farsi male battendo da qualche parte, o addirittura cadendo per un ostacolo non visto davanti ai nostri piedi.
Questo episodio è la storia di un uomo che cammina al buio, perché i suoi occhi sono senza luce. E lo fa da sempre, da quando è nato!
Possiamo solo immaginare il suo enorme disagio!
Cerchiamo insieme di entrare dentro questo racconto che, come abbiamo ascoltato, è lungo, mollo vivace e interessante perché ci fornisce anche molti dettagli utili per la comprensione di quanto Gesù vuole dirci, in modo che possiamo imparare qualcosa per la nostra vita.

Gesù vede questo cieco e la prima cosa che fa è quella di prendere della polvere dalla terra. Scopriamo che vuole fare del fango, ma per farlo non usa l’acqua come in genere si fa, bensì la sua saliva.
Il fango, tra le mani di un artista, genera sempre opere belle. Il tema del fango ci ricorda un altro episodio: quello in cui Dio, proprio con la polvere della terra, modella, come un artista, l’uomo, e questa opera non è una semplice statua ma prende vita proprio grazie al suo soffio vitale, al suo alito, al suo Spirito.
Per gli antichi la saliva era il respiro, il soffio vitale, l’alito condensato, la saliva appunto.
Se ci fate caso, se soffiate anche voi su un vetro della finestra, soprattutto quando fuori è freddo, quel soffio si trasforma in goccioline. È proprio l’alito, il soffio che diventa liquido.
Ecco allora: Gesù, con la polvere della terra mescolata alla sua saliva, al suo soffio, ricrea gli occhi di questo uomo.
Dopo questa operazione, però, il cieco non vede subito.
Gli viene richiesto un compito affinché i suoi occhi possano vedere.
Qual è la cosa che deve fare il cieco?
Deve andare a lavare i suoi occhi e liberarli dal fango alla piscina di Siloe.
Sembra una cosa di poco conto, ma vi assicuro che non lo è.
Questo gesto chiede al cieco un atto di fiducia nei confronti di Gesù. È molto importante questo, perché la fede comincia così.
Noi ci fidiamo di tante persone, di quello che ci dicono. Anche voi bambini vi fidate di quello che vi dicono i genitori, gli insegnanti. Fidarsi vuol dire credere che le cose che dicono e che chiedono queste persone, diventano un’occasione per la vostra crescita, per migliorarvi.
La stessa cosa è richiesta al cieco.
Gesù compie su di lui il gesto più importante, ora però è lui che deve fidarsi di “questo personaggio” di cui conosce solo il nome.
Ecco allora che il cieco comincia il suo cammino di fede proprio andando a lavare i suoi occhi alla piscina di Siloe. Lui non capisce perché, ma lo fa. La fede chiede di fidarsi di Gesù anche quando non capiamo tutto subito.
È proprio l’unione di questi due elementi che realizzano il miracolo. La fede del cieco unita al gesto compiuto da Gesù.
Il cieco vede!
Proviamo a immaginare la reazione della folla davanti a questo miracolo! Ecco che scattano le varie domande, le varie interviste… le abbiamo ascoltate bene nel vangelo: tutti vogliono sapere, tutti vogliono capire come è accaduto e per opera di chi si è realizzato questo prodigio.
Il cieco è gentile e cerca di rispondere a tutti ma, mentre risponde agli altri, chiarisce nel suo cuore la conoscenza di Gesù. All’inizio spiega a tutti che è stato “quell’uomo chiamato Gesù”, come a dire un uomo qualunque di cui conosce solo il nome.
Questa è la cecità del cuore: vedere Gesù solo come un personaggio storico, un uomo buono del passato o qualcuno di cui abbiamo sentito parlare al catechismo, un uomo che erò non cambia la nostra vita.
Il cieco, però, non si ferma al primo gradino di questa importante conoscenza. Egli sale e ai farisei che gli domandano chi è colui che lo ha guarito risponde: “È un profeta”. Qui iniziamo a capire che Gesù è qualcuno che è in comunione con Dio, parla a nome di Dio.
Ma anche questa dichiarazione non è ancora del tutto sufficiente, perché Gesù è molto di più, è il Signore. Ed ecco allora il terzo gradino: Gesù lo incontra e gli chiede: "Tu credi nel Figlio dell'uomo?". Il cieco si prostra e dice: "Credo, Signore!". Questa è la Luce vera. Riconoscere che Gesù è il Signore, cioè il centro della nostra vita, Colui che ci ha creati e ci ama personalmente. "Signore, io credo!".
La storia del cieco nato ci insegna che non basta avere gli occhi aperti per vederci bene. Spesso siamo “ciechi” quando giudichiamo un compagno senza conoscerlo, quando facciamo finta di non vedere chi è solo, o quando pensiamo che tutto ci sia dovuto.
Gesù oggi non ci regala solo la vista, ci regala uno sguardo nuovo. Come il cieco, anche noi a volte camminiamo al buio ma, dopo aver incontrato Gesù, non possiamo più restare uguali.
L'impegno per questa settimana? Provate a guardare qualcuno che vi sta antipatico o che di solito ignorate e cercate di vederlo come lo vede Dio: come un prodigio, come un amico. Passiamo dalle tenebre del pregiudizio alla luce della gentilezza. Diventiamo allora anche noi “portatori di luce” per chi vive nel buio della tristezza!
Buona domenica

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