Nel Vangelo di questa domenica Gesù entra in aperto contrasto con coloro che invece di raccogliere l’annuncio della salvezza si adoperano per distruggerlo, criticando prima la missione di Giovanni Battista (Mt 11,18) e quella sua (Mt 11,19), non usando argomenti oggettivi ma attacchi personali a Giovanni e a Gesù. Questi Gesù li chiama “dotti e sapienti” in contrasto con i “piccoli”, con cui Gesù sta parlando, che sono coloro che ascoltano, accolgono e prendono sul serio il suo annuncio della salvezza. È una storia questa che si ripete ancora oggi, poiché il messaggio evangelico continua ad essere smontato ed interpretato dai “dotti e sapienti” del nostro tempo, che vorrebbero un Gesù agli ordini delle loro pazzie e una Chiesa che stia in silenzio di fronte alla loro prepotenza. Succede così che, allora come oggi, Gesù ci ricorda che il suo messaggio di salvezza funziona con i piccoli, con coloro che accettano umilmente di essere salvati, con coloro che prendono su di se il giogo di Cristo che non è possessivo od oppressivo poiché Gesù non agisce come i potenti di questo mondo, che impongono pesi e gioghi a tutti senza toccarli, ma è lui stesso che porta il peso con chi lo accoglie, è lui stesso a farsi compagno per portare il giogo della salvezza che diventa così un carico dolce e leggero, un peso che non opprime ma libera e salva, a differenza di tutti coloro che schiacciano e opprimono e, non di rado, usano perfino il messaggio evangelico, ovviamente piegato e distorto, per i loro scopi. Qual’è allora la discriminante, il punto focale del discorso di Gesù? Farsi piccoli, umili e docili a Lui che è umile e docile, saper riconoscere che nella mitezza di Gesù e di tutti coloro che ben lo seguono vi è la certezza dell’unica vera forza, l’Amore di Dio che si fa padre e non patrigno, del Dio che in Gesù si rivela pienamente come salvezza, risurrezione, perché solo Gesù, che conosce in pienezza il Padre, può rivelarlo per quello che è in verità, e smascherare la menzogna degli uomini che pretendono di possedere Dio per possedere e manovrare tutti a loro piacimento. Ecco che chi vuole salvarsi, ascoltando e mettendo in pratica il messaggio di Gesù, può farlo veramente, a patto che rimanga nella semplicità dei piccoli e mai conceda nulla alla prepotenza dei grandi, né desideri essere sapiente e dotto come vorrebbe il mondo ma impari dalla mitezza e umiltà di Gesù, senza dimenticare che la debolezza più grande che può avere Dio è immensamente più forte della forza più grande di questo mondo!