COMMENTO ALLE LETTURE


Sono tanti, come sempre, gli spunti di meditazione con i quali nutrire l’anima nel suo percorso di ritorno al Padre… curiosamente corrispondono in qualche modo al medesimo percorso di Gesù verso Gerusalemme descrittoci da Luca nel brano di oggi.
Lo spunto da cui vorrei partire sta in quel verbo “decise” che Luca usa all’inizio del racconto. In quel verbo è racchiusa tutta la determinazione di Gesù nel voler portare a termine la missione per la quale era venuto al mondo.
Una determinazione che sembra venire momentaneamente intralciata dagli abitanti di un villaggio di Samaria risentiti per essere stati, a parer loro, poco considerati rispetto ai giudei di Gerusalemme, città verso la quale Gesù si era “deciso” ad arrivare.
Da lì il loro rifiuto ad accoglierlo, lo sfogo di rabbia vendicativa di Giacomo e Giovanni per questo rifiuto e la ramanzina di Gesù che mette tutto a posto… per proseguire nella sua “determinazione” a vivere l’ultima tappa della sua missione.
Ed è proprio questa “determinazione missionaria” di Gesù a condurre Luca ad aprire lo scenario sulla dinamica misteriosa della “vocazione” per il Regno di Dio.
Sembra già di poter capire che la risposta a questa vocazione debba essere di alta qualità e che questa qualità consista proprio nella determinazione a dare priorità assoluta alla causa del Regno di Dio… costi quel che costi.
Nel caso concreto, Luca racconta di tre tipologie diverse di tale chiamata – risposta.
Il primo tizio che entra in scena (forse senza essere stato esplicitamente chiamato…) lo fa con una euforica proclamazione di “sequela”, ma questa euforia viene subitamente calmata da Gesù.
Come se Gesù mettesse sull’avviso chiunque del pericolo dell’esaltazione o del sacro furore della testimonianza, perché seguirlo non sarà mai una passeggiata.
Quanto agli altri due, essi danno una risposta piena di se e di ma, di sì… però. Gesù risponde secco che la causa del suo Regno viene prima di tutto, prima delle regole civili, prima delle usanze culturali ed anche prima degli obblighi affettivi.
E’ già spianata la strada per l’imperativo che fa da fondamento per ogni risposta vocazionale: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio, il resto vi verrà dato in aggiunta”.
E’ rilassante pertanto appartarsi con Gesù per meditare sulla propria posizione di risposta vocazionale... che magari ha bisogno di fare ogni tanto il “tagliando”.

Tra l’altro, continuando nella proprio determinazione a dare sempre precedenza alla causa del Regno di Dio, si schiva il pericolo dei sensi di colpa per non aver ottemperato a usanze, costumi, ritualità di questa terra che, pur lodevoli, lasciano però il tempo che trovano.

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