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don Pino Pulcinelli

 
 
 

L’ITALIA E’ TUTTA UN “BUNGA BUNGA”?


 

No, non lo credo assolutamente!  Per fortuna è soprattutto ben altro. Anch’io volevo accodarmi al coro delle deplorazioni del malcostume e del degrado morale che sembra stia diffondendosi nel paese a causa del dissennato modello inseguito dalle giovani generazioni con una mia personale analisi, ma mi è sembrato inutile. Cosa si può aggiungere alle recenti denuncie dei massimi livelli della Chiesa ministeriale? Credo sia meglio parlare di altro, far notare al lettore, quello che ho potuto constatare di persona in questi giorni: che esiste un’Italia pulita, con un grande cuore, sensibile al richiamo della solidarietà. Da volontario Caritas partecipo ogni anno alla raccolta alimentare e di beni di prima necessità della mia parrocchia per sostenere i poveri del quartiere e più in generale, assieme alle suore di Madre Teresa di Calcutta, provvedere ad alleviare i bisogni primari degli emarginati delle periferie romane. Questa è una valida occasione per sondare direttamente la rispondenza dei cittadini alla testimonianza della carità in termini concreti. Ebbene, nonostante la crisi che incide sui consumi dei ceti medio/bassi, anche in questa occasione il volume del materiale raccolto è cresciuto e sarà più che sufficiente per soddisfare gli impegni assistenziali programmati per tutto l’anno in corso. Un tale tipo di esperienza, che considero positiva in quanto suscita emozioni utili a stimolare buoni sentimenti, consente senz’altro di consolidare anche la fede che spesso purtroppo tende ad affievolirsi. Per questo posso testimoniare, assieme all’enorme quantità di cattolici dediti al volontariato, quanto sia valido il concetto che Giacomo ha così sintetizzato: “La fede senza le opere è morta”. Il contatto per diverse ore con la gente comune, alle porte dei supermercati, per chiedere la partecipazione alla “colletta” alimentare mi ha permesso di rafforzare la convinzione che c’è una parte buona della società che garantirà certamente una sicura ripresa non appena sarà passata “a nuttata”. La base della nazione è sostanzialmente sana, non merita la sua attuale classe dirigente e al momento opportuno sarà certamente in grado di moralizzarla. I cattolici, che dovrebbero però seguire i recenti appelli della gerarchia ecclesiastica per un maggior impegno nella politica attiva del paese, saranno il lievito perché emerga nella società civile il lato buono che già esiste e che ha bisogno solo di essere opportunamente stimolato per crescere e manifestarsi. E’ necessario che, per diffondere anche nella politica i sani principi cristiani, le comunità di base operino, per esempio, come fa la Caritas nell’incoraggiare la gente alla carità e i risultati si vedono. I cattolici che oggi fanno politica attiva e che siedono in Parlamento, sono pochi, non sono determinanti per gli orientamenti strategici dei due grandi poli e pertanto si devono allineare sul perseguimento di obiettivi poco coerenti con gli insegnamenti evangelici. Se in uno schieramento devono scendere ad un compromesso sui problemi etici, nell’altro sono stati costretti addirittura a votare leggi per nulla rispondenti al nostro principio di carità e alla Dottrina sociale della Chiesa. Comunque anche questo si risolverà con l’avvento di una futura nuova classe dirigente di uno Stato laico più disponibile a seguire politiche maggiormente in linea con le aspettative del popolo di Dio. Concludo quindi con un messaggio coerente con quanto scritto fin’ora: non preoccupiamoci troppo del Ruby-gate, passerà e resterà solo quella piccola parte fisiologica di perversione che nella storia è sempre esistita e di cui gli stessi attori si sono sempre vergognati e perciò l’hanno vissuta nel massimo riserbo. L’anomalia di oggi è che del “bunga-bunga” qualcuno se ne faccia un vanto. Ma passerà anche questo.

Gian Paolo Di Raimondo – Roma 1° febbraio 2011

 

Nato in Ancona il 2 marzo 1936 – diplomato a Camerino nel 1955.

Dal 1959 al 1989 impiegato/dirigente/direttore di aziende multinazionali (Olivetti, General Electric, Philips e Siemens). Conseguito il diploma di “Operatore della carità” all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater presso l’Università Lateranense nel 2008, oggi è volontario Caritas.
Via Copenaghen, 10 – 00144 Roma