I vignaioli omicidi
a cura di Rita Camurri
Testo della parabola
Luca 20,9-19
Poi prese a dire al popolo questa parabola: "Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che devo fare? Manderò mio figlio l'amato, forse avranno rispetto per lui!”
Ma i contadini appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l'erede. Uccidiamolo e così l'eredità sarà nostra!” Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri".
Udito questo, dissero: "Non sia mai!". Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: "Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartato, è diventata la pietra d'angolo?
Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato".
In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono allora di mettergli le man addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l'aveva detta per loro.
Contesto in cui viene narrata la parabola
Questa parabola è collegata alla disputa precedente (cfr Lc 20,1-8) circa l'autorità di Gesù ed è seguita dalla controversia del tributo a Cesare. Gesù, l'inviato di Dio, viene rifiutato e perseguitato dai capi dei giudei come il Battista e i profeti dell'AT. La sua morte colmerà la misura: gli avversari del suo Figlio amato saranno puniti e la vigna, che simboleggia il popolo di Dio, affidata ad altri.
La parabola
Questa parabola è presente nei vangeli sinottici (cfr. Mt 21,33-45 e Mc 12,1-12): nel vangelo di Luca, Gesù parla al popolo, in presenza di sommi sacerdoti, scribi ed anziani. Per tutti e tre gli evangelisti il passo è una “parabola”.
Luca inizia la parabola con un breve richiamo alla celebre allegoria della vigna (Is. 5,1). La vigna ricorre più volte nell'AT e nella letteratura rabbinica come simbolo di Israele. Nel brano di Isaia, Dio è colui che ha piantato la vigna e se ne prende cura, facendo tutto il possibile perché dia un buon raccolto. Nel testo di Isaia, il padrone (cioè Dio) ha problemi con la vigna: se la vigna non produce, al padrone non rimane che distruggerla. Nella parabola, il padrone (sempre Dio) ha problemi con i contadini ai quali l'aveva affittata e che dovrebbero prendersene cura. Dio, quale padrone della vigna non viene per distruggerla e non ne pianta una nuova (non sostituisce Israele con i cristiani). Il problema sono i contadini ai quali l'aveva affittata, cioè le autorità del popolo giudaico: quando non compiono i loro doveri devono essere sostituiti. I servi inviati sono tre: il primo è bastonato, il secondo bastonato e oltraggiato, il terzo ferito e cacciato via, ma non ucciso come scrive Mc (12, 5a) il quale parla poi dell'invio di molti altri servi, alcuni dei quali furono bastonati e altri uccisi (Mc 12,5c) riferendosi allegoricamente ai profeti. Il figlio è definito “l'amato”, lo stesso titolo dato da Dio a Gesù in occasione del suo battesimo nella teofania al Giordano.
Colpisce il comportamento imprudente del padrone della vigna che invia il proprio figlio, dopo i maltrattamenti ai servi e quel “forse avranno rispetto per lui!”. In effetti è fuori da ogni logica umana l'amore sconfinato di Dio, che permette la crocifissione del proprio Figlio per la salvezza del mondo.
Nel contesto di conflittualità fra Gesù e le autorità religiose in cui è narrata la parabola, il punto saliente è il castigo severo e inesorabile con cui il padrone della vigna punirà quei vignaioli omicidi (v. 16).
Lo sguardo intenso di Gesù sembra aumentare l'importanza di quello che sta per dire: riferisce le parole di un salmo (118,22) a se stesso, è Lui la pietra d'angolo, benché i capi di Israele lo scartino, come una pietra ritenuta non adatta; inoltre ribadisce la condanna di chi si oppone al Suo insegnamento.
I capi dei Giudei, pur avendo capito che la parabola era contro di loro, non si convertono, si ostinano nella loro posizione e cercano di impadronirsi di Gesù con la violenza. Ma non ci riuscirono “in quell'ora”, perché non era ancora il momento stabilito da Dio.
Tracce di lavoro coi ragazzi
Come al solito proponiamo di lavorare in due incontri.
Primo incontro
Preparare tante fotocopie della griglia riportata di seguito, quanti sono i ragazzi del gruppo:
Gli inviati |
Reazioni del padrone |
Commento di Gesù |
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Leggere il testo del vangelo proposto una volta a voce alta e far rileggere in silenzio una seconda volta; se lo si ritiene opportuno suggerire alcune chiavi di lettura (chi rappresenta la vigna, chi è Dio, chi il figlio “amato”), poi consegnare le fotocopie della scheda e chiedere di compilarla.
Il risultato della compilazione dovrebbe essere più o meno come la scheda qui di seguito
Gli inviati |
Reazioni del padrone |
Commento di Gesù |
1. Un servo, bastonato, |
Farà morire quei contadini |
La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo (Sal 118,22) |
2. Un altro servo, bastonato, insultato, mandato via a mani vuote |
Darà la vigna ad altri |
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3. Un terzo servo, ferito, cacciato via |
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4. Il figlio, amato, cacciato e ucciso |
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Confrontare le compilazioni ottenute.
Gli inviati: osservare che i servi ogni volta vengono trattati in modo peggiore (prima bastonato, poi anche insultato, poi ferito), ma questo non scoraggia il padrone che manda il proprio Figlio amato...Sul piano umano questo non torna, sembra sconsiderato un padre che invia il proprio figlio, senza nemmeno sotto scorta, dopo che i servi erano stati trattati così, ma più la risposta dei contadini è negativa più il dono diventa grande e gratuito.
Gesù è il Figlio amato, gettato fuori dalla vigna e ammazzato: ma in Dio, quella che umanamente è una tragica fine, diventa l'inizio di una storia e di una vita nuova.
Reazioni del padrone: i contadini, cioè, le autorità del popolo, se non adempiono i loro doveri devono essere sostituiti; la morte promessa ai contadini non è tanto quella fisica, quanto quella spirituale che colpisce chi non accoglie il dono di Dio.
Commento di Gesù: Gesù applica a se stesso le parole del Salmo 118, parole che Pietro riferirà a Gesù dopo la sua risurrezione sia nella sua prima lettera 1Pt 2,4-10 che in At 4,11 aggiungendo che solo in Gesù c'è la salvezza. Il Signore ha fatto del suo Figlio la pietra angolare di un edificio spirituale che resisterà al male.
Secondo incontro
Preparare tanti cartoncini quanti sono i ragazzi, stampando su un lato il Salmo 118, 21-26, e dall'altro l'immagine proposta di seguito. Distribuirne uno ciascuno e far pregare leggendo a cori alterni, dividendo il gruppo in due parti. Osservare poi insieme l'immagine dando le indicazioni suggerite sotto.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Ti preghiamo, Signore: dona la tua salvezza,
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore;
Il Signore è Dio, egli ci illumina
Formate il corteo con rami frondosi
fino agli angoli dell'altare.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono:
perché il suo amore è per sempre.
(Sal 118,21-26)
Immagine

L'immagine raffigura l'angolo del Tempio di Gerusalemme ed è l'esempio di una pietra angolare indispensabile per la stabilità dell'edificio. Nella Scrittura il Tempio è paragonato allo stesso Gesù (cfr. Gv 2, 19-22)
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
La Chiesa, edificio spirituale, formata da tutti i battezzati (e grazie al battesimo ciascuno è pietra viva), ha come pietra angolare il Signore Gesù, come roccia sulla quale appoggiarsi, indispensabile perché la Chiesa stessa sussista.
Canto
Pietre Vive (Buttazzo)
MI SI 7
Rit. Pietre vive con pietre vive
DO#m SI7
ci stringiamo a Te, Signore,
LA MI FA# LA SI7
pietra angolare, scelta e preziosa.
MI SI7
Noi formiamo la tua casa,
DO#m SI7
noi formiamo la tua Chiesa:
LA MI
il tuo spirito in noi dimora,
FA# LA SI7 MI
ci farà una cosa sola.
LA SI7
In ascolto della Parola
SOL#m LA
accogliamo la tua sapienza;
SI7 LA
ci riunisce una fede sola
SI7 LA SI7 LA SI7
nel tuo dono di fedeltà. Rit.
Alla mensa dell’alleanza
siamo un corpo con il tuo corpo
e nel cuore la tua presenza
ci fa tempio di santità. Rit.
Nella vita in comunione
sacrificio a te gradito,
doni a noi la benedizione
di una vera fraternità. Rit.
Pellegrini dell’assoluto
innalziamo nel nostro tempo
una tenda dell’infinito,
tua dimora di eternità. Rit.