Il fico sterile
a cura di Rita Camurri
Testo della parabola
Luca 13,6-9
Diceva anche questa parabola: « Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai” ».
Contesto in cui viene narrata la parabola
Il capitolo 13 di Luca è situato alla fine di una sezione iniziata con il capitolo 12 in cui Gesù si trova davanti a “migliaia” di persone.
Infatti fino al capitolo 13 versetto 10, dove si dice che (Gesù) stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato non viene indicato nessun cambio di tempo e di luogo. Questo significa che Luca vuole mettere la parabola in relazione con quanto precede.
Nel capitolo 12 si parla della testimonianza da offrire con coraggio davanti al mondo da parte dei discepoli, certi di non essere abbandonati dal Padre (vv. 1-12); della ricchezza con l'invito al distacco dai beni terreni confidando nella Provvidenza (vv. 13-34), di essere vigilanti e fedeli nell'attesa del ritorno del Signore (vv. 35-53). Questo “raggruppamento” si trova nella grande sezione centrale del Vangelo di Luca della salita verso Gerusalemme (9,51-19,28), nella quale l'evangelista accumula materiali legandoli insieme in modo più o meno stretto. In questa sezione eterogenea si trova la controversia di Lc 13,1-5, seguita dalla parabola del fico in 13,6-9.
Il capitolo 13 ha come tema centrale l'invito pressante alla conversione, cogliendo l'occasione propizia del perdono, offerto da Dio a coloro che aderiscono al Vangelo. All'inzio Luca narra due episodi luttuosi, scritti quasi in modo simmetrico,che si concludono con un detto quasi identico.
Lc 13,1-3 |
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Lc 13,4-5 |
1 In quel momento si presentarono alcuni a riferirgli su quei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato a quello dei loro sacrifici. |
CASO |
4a O quei diciotto sui quali è caduta la torre di Siloe e li uccise |
2 E rispondendo disse loro: “pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per aver sofferto ciò? |
DOMANDA |
4b Pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? |
3a No, vi dico, |
RISPOSTA |
5a No, vi dico |
3b ma se non convertirete perirete tutti allo stesso modo. |
MESSA IN GUARDIA |
5b ma se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo |
La parabola
La parabola, propria di Luca, riporta due interventi successivi in senso inverso:
- il proprietario chiede al vignaiolo di tagliare la pianta di fico (vv. 6-7)
- il vignaiolo chiede al proprietario di lasciarle ancora una possibilità di produrre frutto
(vv. 8-9)
Il primo intervento rimane nella linea degli avvenimenti della controversia precedente. “Convertitevi, altrimenti perirete” = “Il fico non ha prodotto nulla, taglialo!”.Questo si ricollega al contenuto essenziale e al tono categorico della predicazione del Battista. La salvezza che viene è annunciata dal precursore con le immagini della scure e della pala per vagliare, sarà per i convertiti. C'è una sola alternativa: o convertirsi e dare frutto, oppure perire.
La novità è la prospettiva del secondo intervento quello del vignaiolo che supplica il proprietario di dare ancora una possibilità al fico. Questo si può ricollegare al Figlio dell'uomo che non è venuto
per chiamare i giusti, ma i peccatori (Lc. 5,31-32).
Il vignaiolo dicendo di lasciarlo per un altro anno, evidenzia l'idea della pazienza di Dio...”gli scaverò attorno e vi metterò il concime”...il vignaiolo farà di tutto perché dia frutto. Non rifiutare il peccatore, essere paziente, fare tutto il possibile per “trovarlo”: è ciò che affermano le tre parabole della misericordia in Lc 15 nei riguardi della condotta di Dio, così come si è manifestata in Gesù.
Dalla controversia e dalla parabola emergono:
1) l'esigenza di convertirsi e dare frutto.
Convertirsi: lasciare che il Vangelo entri nella propria vita e invada a poco a poco tutto lo spazio disponibile, con le conseguenti rinunce...
Dare frutto: fare in modo che la logica evangelica s'incarni e possa essere feconda con un reale cambiamento dei modi di vedere e vivere.
Il Vangelo è una buona notizia, ma una buona notizia che costa. Ma non bisogna dimenticare la novità del Vangelo e fermarsi allo stadio anteriore(sebbene grande) della predicazione del Battista. Il fatto è che l'esigenza non viene da sola. Dio chiama, ma anche dona e, nel bisogno, sa prevenire: “lascia che scavi e vi metta il concime; forse darà frutto...”
Se, passando a Gerico, Giovanni avesse visto Zaccheo appollaiato sul sicomoro, avrebbe proclamato l'esigenza: “Zaccheo, ripasserò e se nel frattempo ti converti, verrò a dimorare da te”. Gesù prende l'iniziativa: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.” Così preceduta l'esigenza seguirà; e la conversione verrà come risposta al dono:
“Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno, gli restituisco quattro volte tanto (Lc. 19,8)
2) la pazienza: “Padrone, lascialo ancora quest'anno...” Dio non si rassegna facilmente ad ammettere che non ci sia più nulla da fare e sa anche aspettare. Anche l'annuncio del Vangelo e l'esigente ideale che esso propone richiede tempi di preparazione, bisogna lasciare la possibilità di riprendersi e ripartire, di rompere con un passato improduttivo e deviante, senza esigere, che dall'oggi al domani, lo scopo sia raggiunto?
3) che cosa ho fatto al buon Dio? Questa reazione è ancora diffusa di fronte alle difficoltà, alla malattia, alle catastrofi. Gesù non offre risposte e il mistero del male rimane intero. Ma lo spunto che offre Gesù è non chiedersi perché, ma che cosa posso fare per convertirmi, per vivere secondo l'attesa di Dio. E la consolazione è la certezza che agli occhi di Dio sono abbastanza importante perché egli mi chiami a crescere nella linea del suo progetto:
“Questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù in Cristo Gesù (Fil 3,13)
Tracce di lavoro coi ragazzi
Al solito proponiamo di lavorare su due incontri
Preparazione primo incontro
Preparare tante fotocopie della scheda proposta qui di seguito in foglio A4, quanti sono i ragazzi.
Scheda 1
Testo
In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.”
Diceva anche questa parabola: « Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai” ».
Luca 13,6-9
Dopo aver individuato dove inizia la parabola:
elenca qui di seguito le azioni del tale (padrone delle vigna)_________________
elenca qui di seguito le azioni del vignaiolo_______________________________
Leggendo questa parobola tu ti “senti” più nel ruolo del padrone o del vignaiolo?_______________
Proponi tu un finale a questa parabola____________________________
Preparazione secondo incontro
Il catechista o educatore deve leggere le schede e essere pronto a comunicare ai ragazzi i finali proposti dalle schede o in forma discorsiva o in percentuale.
Svolgimento primo incontro
Leggere a voce alta o un ragazzo o il catechista, poi fare silenzio e rileggere personalmente almeno due volte.
Dopo la lettura del testo del Vangelo e la rilettura silenziosa, il catechista può dare alcune spiegazioni attingendo da quanto scritto sopra; inoltre può far notare come le parabole (anche quelle precedentemente trattate) hanno un finale aperto. Infatti non sappiamo se il fico porterà frutti o meno...Poi distribuire le schede. Lasciare 30 minuti per la compilazione.
Farsi consegnare le schede compilate
Svolgimento secondo incontro
Il catechista riassumerà anche in percentuale i finali proposti con le schede e, chiedendo anche il parere del gruppo, proporrà quello più scelto. Chiederà poi di recitare con una scenetta la parabola con l'aggiunta del finale scelto.
Alla fine si può chiedere chi rappresentavano i personaggi della parabola e spiegare che il Figlio, come il vignaiolo, intercede presso Dio (padrone) per lasciarci il tempo di convertirci e dare frutto (il fico rappresenta tutta l'umanità).
Stimolare il gruppo con domande:
Come io posso convertirmi e cambiare?
Quale impegno concreto posso prendere?
Per convertirmi, cioè cambiare mentalità ed aderire alla volontà di Dio devo conoscere il suo messaggio.
Conosco il Vangelo?
Portare i ragazzi a prendere l'impegno di leggere ogni giorno dieci versetti di un vangelo, in modo da farne una lettura continuata,magari suggerendo proprio il Vangelo di Luca che viene proclamato in quest’anno liturgico.
Segno
Per rendere concreto l'impegno proposto il catechista, potrebbe regalare un vangelo tascabile (si trovano a basso costo) oppure se i ragazzo lo possiedono già, il segno può essere un cartoncino con l'immagine della parabola letta, ricordando che il “concime” per produrre buoni frutti è leggere e mettere in pratica la Parola.
Dietro all'immagine si può scrivere:
Leggere la Parola del Signore,
cioè il Vangelo,
è il concime necessario per vivere nel Suo Amore.
Immagine

Canto
Passeranno i cieli
Alle alleluia
a alleluja alleluia
alleluja alleluia
alleluja alleluja.
Passeranno i cieli
e passerà la terra,
la Sua Parola non passerà.
A alleluja alleluja.
Consigliamo se interessati di approfondire il tema in “Le parabole di Luca” di Michel Gourgues ElleDiCi Edizioni,Torino 1998, da cui in parte è tratta l’analisi della parabola.