Il seminatore
a cura di Franco Cavaliere e Liliana Gilli
Testo della parabola
Luca 8,4-15
Or come si riuniva una gran folla e la gente di ogni città accorreva a lui, egli disse in parabola:
«Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno». Dicendo queste cose, esclamava: «Chi ha orecchi per udire oda!»
I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola. Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano.
Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio. Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro. Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza
Contesto in cui viene narrata la parabola
La parabola che consideriamo oggi viene narrata nel corso del viaggio di Gesù in Galilea e sono i versetti tratti dal Vangelo di Luca corrispondenti a Luca 8,4-15. Se si guarda il testo nel Vangelo è interessante notare che questo brano lo possiamo suddividere in tre fasi:
-il brano della parabola
-la spiegazione rivolta ai discepoli
(il motivo dell’uso delle parabole nell’insegnamento di Gesù)
-la spiegazione della parabola del seminatore
La parabola
Il testo che abbiamo in esame oggi, come detto, è la famosa parabola del seminatore riportata da tutti i vangeli sinottici.
Cercheremo in questo caso di evidenziare le particolarità del testo nella versione che ce ne dà l’evangelista Luca.
Dopo aver toccato lungamente il problema della fede e le sue implicazioni fra gli interlocutori di Gesù, Luca è interessato a far capire che in seguito al contatto con lui c’è un ascolto. Maestri e farisei sono accorsi da Lui perché avevano sentito notizie di lui (7,3.17) e perché la sua fama si diffondeva ovunque (4,14.37). C’è quindi sempre un ascolto a cui fa seguito un atteggiamento di accoglienza o rifiuto. Tutto quello che è stato finora accennato, ora da Luca vuole essere esplicitamente trattato. Luca si aggancia alla tradizione di Marco, riportando il discorso in parabole con alcuni ritocchi. Ma mentre in Marco la parabola è un esprimersi in immagini qui invece la parabola si presenta come un vero discorso fittizio, una vicenda che serve da paragone a quanto si vuole insegnare. Gesù vuole mettere sotto critica la nostra fede per aiutarci a rendere visibile la luce che è in noi (8, 16-18).
Analogie e differenze: mentre Marco e Matteo iniziano dicendo che il seminatore uscì a seminare, Luca completa la frase dicendo “la sua semenza”. L’espressione fa scomparire subito l’attenzione su chi semina ma sull’oggetto della semina. L’attenzione di Luca è focalizzata sul seme; per Luca è la parabola del seme. In effetti a Luca non interessa soltanto svelare l’agire di Dio, ma anche e soprattutto mettere in evidenza l’agire dell’uomo in corrispondenza a quello di Dio.
Il confronto con i passi paralleli di Marco e Matteo evidenzia una differenza importante. In Luca manca la differenza Gesù/discepoli – folla. Secondo Luca i discepoli chiedono a Gesù quale fosse il significato della parabola e lo chiedono davanti alla gente, quasi fossero i portavoce della numerosa folla (8,4). In Luca non è una comunità separata: i discepoli ascoltano Gesù insieme ai non discepoli. Per Luca quindi la comunità è una famiglia più matura che ha già scoperto chi è Gesù e vuole approfondire a tutti i livelli l’ascolto e cosa questo richiede.
Senso – Per camminare verso la salvezza non basta soltanto ascoltare la Parola, ma anche accoglierla, farla penetrare nella propria vita che ne deve uscire modificata. E’ Gesù, come il seminatore, che comunica la Parola di Dio, anzi è Lui stesso la Parola.Il seme sulla strada è la Parola ascoltata chiudendo il cuore. Un cuore chiuso, ostinato e indurito impedisce di far fruttare la parola.
Poi ci sono quelli, ci dice il Signore, che” l’hanno accolta con gioia” e “hanno creduto”, ma questo non basta, non si può aderire con fede alla parola in maniera entusiastica, ma non profonda... Se la fede non è radicata nel cuore, nel tempo della prova l’entusiasmo sfuma, non c’è più la gioia. Se la fede non è radicata nel cuore, non può dare frutti duraturi.
Allo stesso livello arrivano anche quelli della terza categoria. Sono in cammino verso la salvezza, ma, durante il cammino, la ricchezza e i piaceri della vita soffocano il seme. “Non hanno portato a compimento o a maturazione”. Hanno iniziato un cammino di sequela, ma non c’è una reale, costante conversione perché i piaceri del mondo li distolgono dalla strada della salvezza.
Gli ultimi sono quelli che, come Maria, conservano gelosamente e custodiscono la Parola.
Con perseveranza aderiscono alla parola e formano un tuttuno con essa.
La parola diventa vita loro ed è così che producono quel frutto che li rende destinatari della salvezza
Questi, in questo mondo, iniziano già a vivere il cammino verso Regno
Tracce di lavoro coi ragazzi
Preparazione e materiali
Penne, pennarelli, un cartoncino bristol o un foglio di carta bianca da pacchi, scotch, puntine, tanti Vangeli (magari quelli in edizioni “snelle”) quanti sono i ragazzi (sarebbe bello se ci fosse la possibilità di regalarne uno per uno...)
Preparare il cartoncino Bristol come segue :
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Parabola del seminatore (Luca 8,4-15).
Signore, ti prego, concedimi che, in me, il Tuo seme cresca .
(il seminatore V.Van Gogh)
Soggetto |
Che gli succede |
Motivo per cui ha questo destino |
Significato per noi |
Il seme che cade lungo la strada |
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Il seme che cade lungo la roccia |
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Il seme che cade lungo le spine |
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Il seme che cade in un buon terreno |
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Questo tabellone va attaccato nell’aula di catechismo o nella sede dell’incontro prima dell’inizio del medesimo.
Preparare fotocopie della parabola in fogli formato A4 col testo e delle domande per la comprensione che proponiamo a seguire quindi il foglio sarà così organizzato:
Parabola (Testo)
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Domande per il primo incontro
Osserva il cartellone, vedi la riproduzione di un quadro famoso di un pittore che si chiamava Vincent Van Gogh che rappresenta un contadino che semina.
Cosa fa il seminatore nell’immagine, qual è il suo gesto? Secondo te, tutti i semi crescono o alcuni no? Se il seme attecchisce (cioè cresce ) che succede?
Secondo te chi sono i protagonisti in questa parabola?
Riempi la seguente tabella:
Soggetto |
Che gli succede |
Motivo per cui ha questo destino |
Significato per noi |
Il seme che cade lungo la strada |
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Il seme che cade lungo la roccia |
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Il seme che cade lungo le spine |
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Il seme che cade in un buon terreno |
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Aiutandoti con la tabella che avrai compilato insieme ai tuoi compagni riassumi e spiega cosa succede ai diversi tipi di seme? Crescono e /o germinano nello stesso modo o in modi diversi?
Come può crescere in noi il seme, secondo te?
Domande per il secondo incontro
- Come si chiamano gli Evangelisti?
- In che ordine trovi, nel testo che ti è stato distribuito, la loro versione dei Vangeli? Secondo te ci sarà un motivo?
- Perché il Vangelo è detto Parola?
-Come mai questa Parola agisce in noi?
-Si può essere fedeli a Dio non conoscendo il Vangelo?
-Perché durante la Messa si legge il Vangelo? Perché poi il celebrante propone un’omelia (una riflessione) proprio sul brano del vangelo?
- Ti ricordi la frase che abbiamo letto l’altra volta: “ Signore ,ti prego,concedi che in me il Tuo seme cresca”?Secondo te che senso ha ?
-Ripensando alla parabola del seminatore, secondo te quale ne può essere il significato rispetto alla Parola di Dio?
Primo incontro
Leggere insieme ai ragazzi la parabola, spiegarla brevemente, poi fare osservare il tabellone, distribuire la scheda predisposta, lasciare 20 minuti per compilarla, riempire il tabellone tutti insieme, condividendo i contenuti, leggere (senza spiegarla, per ora) la frase Signore, ti prego, concedimi che in me il Tuo seme cresca.
Recuperare a fine incontro le fotocopie che a questo punto saranno, logicamente, compilate in parte.
Secondo incontro
Si inizierà l’incontro evidenziando che il Signore ci ha lasciato la sua Parola, mediante il testo dei Vangeli . Evidenziamo che Gesù, non ha lasciato nessuno scritto e nemmeno ha preso alcuna iniziativa per garantire una riproduzione letteraria dei suoi discorsi. Hanno scritto invece alcuni suoi seguaci, e nemmeno subito dopo i fatti, ma a distanza di qualche decennio. Si proseguirà la spiegazione scegliendo parole semplici ed adatte per spiegare quanto segue.
Dopo la morte-risurrezione di Gesù si è “formato” il Vangelo orale (dall'anno 30 al 70 circa); solo in seguito si “formarono” anche i Vangeli scritti (tra il 70 e il 100 circa). In pratica dalla morte di Gesù alla redazione definitiva dei vangeli passano una quarantina d'anni, ma non sono quarant'anni di vuoto: sono anni di intensa attività della comunità cristiana, di predicazione, di celebrazioni liturgiche, di prime raccolte scritte dei "detti" principali di Gesù, delle parabole, dei miracoli. Da tutto questo materiale, gli evangelisti hanno poi attinto per comporre i Vangeli. Questa trasmissione orale e scritta, va sotto il nome di Tradizione. Il periodo di composizione è compreso tra il 40-50 e il 70 d.C. per i Vangeli di Matteo, Marco e Luca, e tra il 90-100 d.C. per quello di Giovanni. I primi tre Vangeli sono detti "Sinottici", da un termine greco (syn = "insieme" + òpsis = "vista", cioè "lettura unitaria") che indica la possibilità di "leggerli insieme" tante sono le analogie e tanti sono i parallelismi. Nei Vangeli troviamo sia quello che Gesù ha detto e fatto, sia quello che gli Apostoli alla luce della Sua risurrezione e della Pentecoste hanno trasmesso, sia, infine, il lavoro di redazione compiuto dagli evangelisti che, secondo la situazione delle varie comunità cristiane, sceglievano all'interno dell'annuncio, gli elementi che ritenevano più utili alla diffusione della fede, senza però alterare il messaggio di Cristo.
In seguito alla spiegazione si distribuiscono i Vangeli e si domanda ai ragazzi di compilare la seconda parte della scheda che sarà stata distribuita.
Poi si condivide quanto scritto.
L’educatore terminerà l’incontro evidenziando l’importanza di conoscere il contenuto dei Vangeli ed invitando i ragazzi alla lettura quotidiana anche di poche righe, ma con costanza.
Eventuali altri spunti
Durante il primo incontro si potrebbe fare piantare un fagiolo ad ogni ragazzo e seguirne l’evoluzione nelle settimane.
Per piantare un seme di fagiolo senza terreno basta prendere un po' di ovatta e un bicchiere di plastica.
1. Inumidire l' ovatta con un po' d' acqua
2. Avvolgere il seme del fagiolo con l'ovatta bagnata
3. Posizionare il tutto in un bicchiere alla luce del sole
Dopo qualche giorno nascerà qualche radice
Annaffiare tutti i giorni con parsimonia e non estrarre mai dal bicchiere l'ovatta .
Dopo 15-20 giorni ecco che uscirà la piantina
Immagine
Quella già proposta
Canto
Prima di insegnare questo noto canto spieghiamo ai ragazzi che la Parola di Dio deve essere nota, e poi vissuta ed allora il seme sarà caduto sul “buon terreno”
Beati quelli che ascoltano
- E. Ferretti - A. Bagni –
Rit. Beati quelli che ascoltano la parola di Dio,
e la vivono ogni giorno.
La tua parola ha creato l'universo,
tutta la terra ci parla di te, Signore.
La tua parola si è fatta uno di noi:
mostraci il tuo volto, Signore.
Tu sei il Cristo, la Parola di Dio vivente,
che oggi parla al mondo con la Chiesa.
Parlaci della tua verità, Signore:
ci renderemo testimoni del tuo insegnamento.