Con questo contributo termina il nostro servizio per questo anno pastorale, con l’aiuto di Dio riprenderemo il sussidio per catechisti in ottobre 2008, auguriamo ai nostri lettori buone vacanze.
IX
Domenica per annum
a cura di Marco Bardazzi
Il contesto
La Legge si è incarnata ed il corpo ed il sangue di Gesù costituiscono la via della redenzione attraverso la fede. Adesso il Regno è fondato. Tutto è compiuto e la Chiesa dei cristiani può iniziare la sua missione evangelizzatrice attraverso i secoli.
Le letture di questa Domenica sono un’esortazione ed un monito ai cristiani per testimoniare la fede attraverso una totale aderenza agli insegnamenti di Gesù. La fede di un cristiano, però, dovrà essere visibile mediante concrete opere di amore e misericordia e non con intenzioni solo pronunciate e non vissute in prima persona.
Proprio qui sta il dramma e la difficoltà di una Chiesa che, contaminata dai peccati del mondo e di coloro che ne fanno parte, deve soffrire attraverso il sacrificio dei suoi santi, per la redenzione propria e del proprio popolo.
La sua sopravvivenza è comunque sempre nelle mani del Cristo ed è continuamente mondata dal suo sacrificio di Sangue. Anche i martiri di ieri, di oggi e di domani continuano a salvarci dall'oblio dei nostri peccati. Le sofferenze inflitte ai santi dai persecutori, a causa della loro testimonianza alla verità, permetteranno all'umanità di mantenere l'eredità di grazia e salvezza promessa da Gesù.
La Chiesa è la casa sulla roccia e le fondamenta sono: gli apostoli, la santa vergine e tutti i suoi santi e martiri, conosciuti e sconosciuti.
L'inferno non prevarrà mai su di essa (Mt 16,16-19). La misericordia che Dio ci ha concesso è più forte dei nostri peccati.
I temi del Vangelo
Questa la pagina del Vangelo odierno: ma chi ha il coraggio di aggiungere una sola sillaba? E’ di una chiarezza implacabile!
Comunque, i temi da evidenziare sono essenzialmente tre:
Non chi dice: Signore! Signore!...
Con queste parole Gesù condanna l'ipocrisia: sembrare e non essere, dire e non fare, fare e non patire, proclamarsi generosi e pii e invece operare da rapaci.
Ma un criterio c'è di distinzione, questo: “voi li riconoscerete dai frutti...”
Ascoltare la Parola e metterla in pratica
Le parole da una parte e le opere dall'altra. Un duplice cristianesimo, dunque, esiste nel mondo: un cristianesimo di fatti, e un cristianesimo di parole. Anche le nostre preghiere, spesso, non sono che parole, mentre il cristianesimo è parola che si fa carne.
La casa sulla roccia
La casa è simbolo di pace, sicurezza, rifugio. La grande casa dei cristiani è la Chiesa. Tutti coloro che vivono all'interno di essa sono responsabili della sua pulizia, del suo decoro e più in generale della sua immagine. Infatti, potrà apparire bella o brutta, a seconda di come si comportano coloro che vivono al suo interno. Ognuno di noi, chierici, laici, adulti e ragazzi, giovani e vecchi, dotti e umili, in tutto ciò che fa nella vita (famiglia, studio, lavoro, impegno sociale) deve farsi ‘arpione’ nella roccia.
E’ una grande responsabilità perché dai frutti che le nostre opere potranno produrre, dipende l’efficacia della forza evangelizzatrice della Chiesa: la salvezza o la dannazione di molti nostri fratelli. Quale severa pena ci potremmo attendere per aver scandalizzato o deluso coloro che sono in cerca di giustizia e verità?
Spunti di lavoro con i ragazzi
Si può proporre ai ragazzi, ognuno secondo la propria sensibilità, di disegnare in modo concreto e reale come si può vivere da cristiano:
- In famiglia;
- A scuola;
- Nell’esercizio di una professione;
- Fare trovare altri esempi
oppure in contrapposizione alla legge di Dio. Il disegno dovrà quindi contenere da una parte, il modo giusto di intendere l’essere cristiani, mentre dall’altra il modo sbagliato.
Un esempio potrebbe essere da una parte una dottore che cura i poveri non chiedendo compenso. Dall’altra un dottore bravissimo che però si prende cura solo di quelli che lo possono pagare e pensa solo ad accumulare denaro.
Un altro esempio potrebbe un padre che si ubriaca e quando torna a casa picchia moglie e figli. Dall’altra un padre che lavora e quando è a casa aiuta la madre ad accudire la casa e i figli.
Alla fine si potranno disegnare due grandi case: la buona casa e la cattiva casa. Nella buona si dovranno tagliare e collocare i comportamenti da cristiano mentre nell’altra quelli da non cristiano.
L’obiettivo è quello di dare ai ragazzi un’immagine visivamente concreta delle due case, per far loro percepire la differenza e cosa significa vivere in un mondo secondo la legge di Dio, rispetto al vivere in un mondo sempre più lontano d Dio e dai suoi insegnamenti.
Immagine
Proponiamo un’immagine della Santa Vergine che, come fosse una tenda o una casa, raccoglie sotto di se il popolo di Dio. E’ l’immagine della Chiesa.

Madonna della Misericordia (Barnaba da Modena 1375-76)
Segno
Il “segno della pace”: dono di Cristo risorto.
Il segno della pace viene scambiato dopo la preghiera del Padre nostro e dopo l'invito del sacerdote: scambiatevi un segno di pace! Segno di un augurio reciproco ad accogliere la Pace interiore che Dio Padre vuol donarci con la sua vita.
Canto
Conclusione cantando tutti insieme:
La casa sulla roccia
(Gen Rosso)
Scorre lento il fiume fra le sponde,
sembra placido e tranquillo
e nella valle c’è gente
che s’affretta a costruire una casa
da abitare in questo mondo.
Accanto al fiume, pietra dopo pietra,
impastate col cemento, s’alzano le mura;
piano, piano verso l’alto sale una casa
e si copre con un tetto.
Ma la fretta d’arrivare fa dimenticare a tanti,
alla gente che ben presto s’accontenta,
che sulla sabbia non si fanno fondamenta.
E il cielo si fa cupo,
dai monti scendono le acque turbinose;
spazzano via le case
costruite senza cuore e senza mente.
Finisce la tempesta,
ma delle case non rimane niente.
E la rovina fu grande per quella gente
e chi l’ha visto ancora lo commenta:
sulla sabbia arida del proprio orgoglio
non si fanno le fondamenta.
Scorre lento il fiume fra le sponde,
sembra placido e tranquillo e nella valle c’è gente
che fatica a costruire una casa
che non è per questo mondo.
impastate col cemento, s’alzano le mura;
piano, piano verso l’alto sale una casa
e si copre con un tetto.
E son lacrime e sudore per scavare fra le schegge,
sotto il sole ardente e la tormenta,
ma sulla roccia si costruiscono le fondamenta!
E il cielo si fa cupo,
dai monti scendono le acque turbinose;
urtano contro le case
costruite con fatica e con sudore.
Finisce la tempesta e la casa sta ritta sotto il sole.
E la gioia fu grande per quella gente
e chi l’ha visto ancora lo commenta:
sulla roccia della Parola Viva
si costruiscono le fondamenta.